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XV Festival Internazionale del Balletto Città di Rapallo
RAPALLODANZA 2008
 

RAPALLODANZA 2008 - XV EDIZIONE

(clicca sull'immagine per la versione ingrandita e stampabile)

VERSIONE ORIGINALE


RAPALLODANZA 2007 - XIV EDIZIONE


  

Elena Sheshina e Danijl SalimbaevRAPALLODANZA 2006 - XIII EDIZIONE

Euroart non è solo didattica ad altissimo livello. A latere dello stage, per pari importanza e qualità, organizza una rassegna di danza, offrendo agli estimatori ed ai turisti diverse occasioni di incontro con i sempre diversi mezzi espressivi del balletto: tradizionale, contemporaneo e di avanguardia.
Nello splendido scenario del Teatro all' aperto di Villa Tigullio di Rapallo il Festival Internazionale del Balletto “Rapallodanza” è giunto alla sua XIII edizione e come ogni anno si esibiscono sul palco importanti artisti appartenenti a gruppi italiani e stranieri che danno vita a spettacoli ricchi di pathos e che coniugano splendidamente qualità, tecnica ed emozione.
Il Festival si conclude abitualmente con un Galà che, cosa abbastanza inusuale, vede protagonisti sul palco gli allievi dello Stage insieme ai solisti del Teatro Kirov-Mariinsky.

Primo Spettacolo - Domenica 23 luglio 2006
Compania Argentina de Tango Anibal Pannunzio & Mangui Danni:
Tango Historias de Amor y Muerte

In un panorama teatrale in cui molti eventi si rivelano delle mode effimere, destinate ad un successo molto breve, il Tango è al contrario divenuto in questi ultimi anni ben più di un fenomeno passeggero, affermandosi come una delle massime espressioni di quello spirito sensuale e seduttivo che accomuna tutti i popoli latini. Considerata tra le migliori al mondo, La Compagnia Argentina Anibal Panunzio y Magui Danni, torna in Italia con una nuova produzione dopo aver trionfato sui più importanti palcoscenici internazionali. Tra i più apprezzati ballerini e coreografi di tango, Anibal Pannunzio propone uno spettacolo in cui i vari momenti storici di questa danza, dalla sua nascita nei sobborghi di Buenos Aires fino alla sua affermazione nell'alta società parigina di inizio secolo, si fondono con il suo aspetto più folkloristico, trascinando lo spettatore in un'immaginaria pampa argentina dove alcuni abilissimi Gauchos si esibiscono in spettacolari acrobazie con le loro "bolas". I ballerini sono accompagnati da musiche dal vivo.

Secondo spettacolo - Domenica 6 agosto 2006
Balletto Nazionale di Mongolia "Mongol Ardyn Büjing" in La Stirpe di Gengis Khan
Rassegna di danze nazionali e suite coreografiche della Mongolia.

La Mongolia è il Paese del cielo azzurro e pulito, di steppe infinite, di imponenti montagne, di fitte foreste, di fiumi e laghi limpidissimi, di morbide dune di sabbia. Il paesaggio, aspro e dolce al tempo stesso, il clima, rigidissimo nell'inverno e molto caldo nell'estate e la vocazione nomade delle popolazioni, con continui spostamenti cadenzati dal ritmo delle stagioni, hanno improntato di sé la danza e, più in generale, tutta la cultura musicale dei Mongoli.
Il repertorio della Compagnia comprende danze interessanti e particolari, suddivisibili in alcune grandi categorie: religioso-rituali, sia sciamaniche che buddiste, storico-militari e nazionali propriamente dette, che incarnano le peculiarità delle diverse etnie mongole. La danza è accompagnata da strumenti tradizionali e dal canto, formando insieme ad essi un'unica espressione artistica.
I Mongoli hanno sostanzialmente tre forme di musica vocale: il canto "lungo" (a distesa), praticato sia da uomini che da donne, sempre in a solo, con o senza accompagnamento musicale, con vocalizzi e fioriture innumerevoli e passaggi dai suoni più profondi a quelli più acuti, che richiede per sua natura molto fiato ed è, pertanto, incompatibile con attività lavorative, mentre è ingrediente di feste e cerimonie ed evoca gli spazi sterminati degli altipiani e delle vallate; il canto "corto", ritmato, rapido e accattivante, anche se privo di particolari fioriture, accompagna un'attività o un lavoro precisi; il canto "Khuumi", tipico della regione dell' Altai, una vera e propria acrobazia vocale, riservata esclusivamente a cantanti maschili che, grazie a un gioco di faringe, naso e lingua, riescono a produrre fino a tre suoni contemporaneamente, modellando quelli più acuti e melodici sulle armoniche dei suoni più profondi.

     

La musica è eseguita su strumenti tradizionali, quali il liuto a 3 corde (shanz), la cetra (ioochin) a 14 corde doppie che vengono percosse con due archetti, suonata esclusivamente da donne, la cetra su tavola (iataga), suonata in arpeggio, la viella (khuur), a cassa cilindrica e archetto imprigionato tra le due corde, la viella a testa di cavallo (morin khuur), forse il più caratteristico fra gli strumenti mongoli; completano il quadro diversi strumenti a fiato, tra cui il flauto (limbe) e il corno.
Lo spettacolo che verrà presentato costituisce una nuova produzione, per la coreografia di S. SÜKHBAATAR, il cui intento è consistito nell'offrire al pubblico una panoramica storica, dall'epoca degli Sciamani ai giorni nostri, attraverso l'epopea di Gengis Khan e la Rivoluzione del 1921. Una particolare attenzione è stata dedicata alla ricostruzione dei preziosissimi costumi d'epoca (in metallo, cuoio e seta) della Guardia di Ferro di Gengis Khan; non meno accurati sono i tradizionali costumi nazionali, realizzati in seta, pelle e pelliccia, molto variopinti e raffinati. Particolarmente degne di nota sono le acconciature femminili, già descritte con stupore dal viaggiatore medievale Giovanni da Pian del Carpine, colpito dalla loro monumentalità: i capelli vengono raccolti in due grosse code piatte ai lati della testa, tenuti insieme da un'intelaiatura in legno e da borchie metalliche, a fare quasi da ulteriore ornamento al ricco copricapo. Profondamente suggestiva la suite dedicata all'epopea di Gengis Khan: le feste nella sua corte mobile, la grande yurta imperiale trainata da centinaia di buoi; il khurultai, l'assemblea dei capi tribù dove venivano pianificate le strategie di conquista e la divisione del bottino saccheggiato; le imprese militari della leggendaria cavalleria mongola; le cerimonie religiose.

Terzo spettacolo - Martedì 15 agosto 2006
Ballet Flamenco Jose Greco in: Carmen
Versione in due atti tratto dalla novella omonima di Prosper Mérimée
Musiche: Georges Bizet - Coreografie: Jose Greco, Jose Merino

Josè Greco possiede nel suo curriculum la storia di una generazione intera di ballo flamenco, testimone di una cultura popolare espressa da padre in figlio. Cominciò il padre Josè Greco sr, nato nel 1919, di origine italiana, emigrato a New York, considerato una delle personalità di riferimento della storia della danza spagnola nel mondo grazie alla lunga collaborazione e agli studi con la celeberrima ballerina "La Argentinita" che, per prima fondò una compagnia di danze spagnole assieme a Federico Garcia Lorca e Léonide Massine, trasportando questa danza sui palcoscenici di tutto il mondo.
La famiglia Greco continua i suoi successi con Josè e Lola. Tutti hanno respirato fin da piccoli il flamenco nella sua accezione più veritiera, si sono trovati nella culla della storia con un indiscutibile talento personale. Il flamenco di Josè non è una "boutade" commerciale, è soprattutto talento, studio, passione e "duende". Un flamenco da virtuoso, capace non solo di esibirsi, ma anche di conservare ed esprimere la grande tradizione autentica della danza spagnola.

Erede dei grandi maestri della danza spagnola, ma allo stesso tempo artista dotato di un talento e temperamento artistico personalissimi, Jose Greco, proveniente dalla più nota e prestigiosa famiglia della danza spagnola nel mondo, propone con la sua compagnia una nuova tournée italiana con un classico intramontabile di una delle opere più amate al mondo: Carmen. Depositario di questa grande tradizione, Jose Greco e la sua compagnia, presentano uno straordinario spettacolo di danza con musiche dal vivo che riflette le radici più profonde e il temperamento appassionato del popolo spagnolo. Un'emozionante e autentico viaggio nel cuore della cultura spagnola, dove la magia, la passione e il fascino misterioso del flamenco, si uniscono alle note ammalianti della musica di Bizet piena di impeto e di ardore, ricca di contrasti solari dai motivi zingareschi e dall' incalzare drammatico dell'azione dell'opera. Sentimenti universali quali l'amore e l'odio, la rabbia e la passione, il rimpianto e il desiderio, la gelosia e la libertà, si intrecciano nella storia avvincente di un uomo (Don Jose) che abbandona tutto per una donna (Carmen), fino a diventare un fuorilegge e ad esserne poi tradito. Uno spettacolo in cui virtuosismo, tecnica, sensualità e talento si fondono insieme trascinando il pubblico nell' incandescente ritmo flamenco.



Quarto ed ultimo spettacolo - Domenica 20 agosto 2006
Tatiana Loghinova, Kirov Ballet.
Galà dello Stage Internazionale di Danza "Città di Rapallo", con la partecipazione di Natalia Ledovskaja, Etoile Artista del popolo della FR- Prima Ballerina del Teatro Stabile Accademico Musicale Stanislavsky di Mosca- Diplomata Bolshoj. Sergej Teplov - Solista del Teatro Stabile Accademico Musicale Stanislavsky di Mosca- Diplomato Bolshoj. Evghenj Bondarenko - Solista Opera di Kiev. Artisti ed Etoiles Internazionali, oltre ai Ballerini ed Allievi dello Stage. Produzione Euroart.
Le nostre serate di grande Danza Classica ci sono invidiate dai Festivals e Rassegne più importanti per la grande valenza artistica ed il prestigio delle etoiles tra le più famose nel mondo che calcano il palcoscenico di Villa Tigullio.


"Locandine Festival edizioni precedenti"

Manifesto generale della rassegnaM'encanta e WaitingageBalletto Folkloristico della Georgia - MetechiBalletto Folclorico de CubaSi...ViaggiareClassic Ballet Night  e GalàRapallodanza 2007 - XIV Edizione

Per ulteriori informazioni scrivete a: info@euro-art.org
 
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